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Papà perchè la domenica dobbiamo cantare?

                                                                        clicca  sulla citazione per aprire la pagina sulla bibbia   (Sl 6, 5-6;  Sl 88, 11-13)

Questo midrash insegna ai figli che la cosa più grande e più importante nella vita è conoscere l'amore di Dio e poter parlare con Lui e con suo figlio Gesu Cristo,come aveva fatto il re Davide. Pregare dio, nostro Padre, cantare i salmi, ci salva dalla morte.    ( chi custodisce la mia parola non gusterà la morte mai)

 


 Il  re Davide era vecchio e sentiva che la fine della sua vita non doveva essere lontana. Intono' un salmo di ringraziamento al Signore per tutte le imprese che gli aveva fatto portare a buon fine e per tutto il bene che aveva potuto fare al suo popolo. Invocò il suo perdono per i peccati che aveva commesso e concluse con la supplica che gli rivelasse quando avesse deciso di toglierlo da questa vita. Aveva appena finito il suo canto e stava in ansiosa attesa della rivelazione divina quando d'improvviso si levò un uragano eccezionalmente impetuoso ma Davide sentì dentro di sè che non era la bufera che gli avrebbe portato la risposta divina. Subito dopo intese un rumore formidabile , ma neanche da questo fracasso davide si aspettò la risposta divina. Fu poi la volta di un gran fuoco disceso dall'alto, ma neppure questo l'apportatore della risposta divina. Subentrò un profondo silenzio e tutta la natura parve arrestarsi come succede in certe notti stellate o sul mezzogiorno in una giornata afosa d'estate. In questo silenzio si cominciò a sentire una soave melodia come non se ne sono mai sentite di uguali; questo fu il segno per Davide che lo Spirito di Dio era presente nella sua casa. Si inchinò fino a terra e ripetette la domanda:- Signore, fammi sapere quale sarà l'ultimo giorno della mia vita, quand'è che mi farai morire? 

Il re percepì la voce dell'Eterno che sussurrava: - In cielo è stato stabilito inderogabilmente di non predire a nessuno la fine dei suoi giorni. Ma Davide continuò: - a tutti è nota questa rivelazione divina. Io mi rendo conto di come essa sia indispensabile per noi uomini, ma tu avevi destinato ad Adamo mille anni ma poi lo hai lasciato in vita per  novecento e trenta onde riservare gli altri settanta a me che altrimenti non sarei mai venuto alla luce; quello che ti chiedo è solo di dirmi in quale giorno della settimana mi farai morire.-

Il Signore capì che Davide doveva essere escluso dalla disposizione celeste. In mezzo a quel profondo silenzio si sentì mormorare :- morirai di sabato.- Ma Davide che soleva passare i sabati a salmeggiare, scongiurò Dio di cambiare il giorno. - Ti supplico Dio grande, non togliermi la vita di sabato (per noi cristiani la domenica) rinvia di un giorno il tuo decreto- e Dio gli rispose:- no perché non posso levare un giorno del regno a tuo figlio Salomone che dovrà venire al posto tuo, questo non lo posso fare.

Allora Davide disse:- fammi morire prima, il venerdì, - ma Dio rispose:- Non leverò a te nessun sabato (per noi cristiani la domenica è il giorno sacro, consacrato al Signore) perchè è il giorno dei tuoi studi sacri  e del tuo salmeggiare e questo vale per me più di mille olocausti.-

Da allora ancora più che per il passato, egli dedicò i sabati allo studio intenso della legge di Dio e a cantare le lodi all'Eterno da quell'insuperabile salmista quale egli era.

Quando il giorno predestinato l'angelo della morte si presentò al re, lo trovò che celebrava le lodi del Signore con i famosi versetti del salmo :"i cieli sono la sede di Dio ma la la terra Egli ha dato all'uomo. A chi dorme il sonno della morte non è dato cantare all'Eterno ed ecco che noi qui Lo celebriamo fino alla fine della vita. Alleluia." 

Deliziato da questo l'angelo della morte non ebbe il coraggio di prendere la vita di Davide e decise di dargli il tempo necessario per finirlo. Ma il re continuava a salmeggiare un verso dopo l'altro, animato da un fervore sempre più intenso. chissà  mai quando sarebbe finita la sua ispirazione! L'angelo non poteva indugiare oltre, perchè il suo incarico doveva essere eseguito entro quel giorno. Sfiorò Davide con la sua mano; era il modo con cui prendeva tutte le sue vittime, ma con sua estrema sorpresa, il re continuava a vivere, la melodia del canto sembrava difenderlo come fosse una muraglia inespugnabile. Disorientato allora l'angelo attraversò di corsa le sale del palazzo reale, scese nel giardino e continuò a correre di qua e di là senza badare alle piante che rovinava. Faceva un rumore che andava sempre più crescendo e quando Davide arrivò a percepirlo, non si rese conto da che cosa fosse prodotto: sembrava un fracasso come di una gran tempesta, eppure era una tranquilla e calda giornata estiva. Senza tralasciare il canto appassionato, si spinse verso il giardino per vedere cosa stava succedendo. Ma nella fretta s'inciampò e per un istante interruppe la sua melodia. Bastò quell'attimo perchè l'angelo che lo seguiva cautamente lo raggiungesse e con una mossa fulminea lo toccò .Così il re Davide fu preso dall'angelo della morte che lo portò nel regno di Dio.

 

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